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Coeur de Perles - Solènewrote:
Bonjour à vous, membres de mon réseau !
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Beaucoup de mes Créations sont des Pièces Uniques.
Réalisations sur Mesure et Personalisées sur commande (tous styles, toutes couleurs). ![]() Bonne Visite, j'espère vous revoir bientôt ;-)
3 days ago
PinkDecorwrote:
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June 21
....ily .....wrote:
Ciao Saretta..sono passata atrovarti..e lasciarti un saluto...
un kiss...Ily
May 15
Ilariawrote:
ciaooo grazie x il commento! complimenti anche a te x le tue creazioni
May 8
paolawrote:
ciao sara....e grazie del tuo commento......
mi piacciono molto i tuoi lavori.....complimenti!
visto che il WE è ormai alle porte ti auguro giorni sereni e di relax!
Apr. 29
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June 27 Delicas e cabochon Ho questo materiale, nuovo e inutilizzato. Non ho tempo nè voglia per mettermi a "creare" collane o altri accessori, quindi spero che a qualche appassionata creatrice di bijoux possa interessare. ![]() In totale sono 16 euro più spedizione. Il cabochon, non si capisce, ma è color crystal da 27 mm. Delicas 11/0 002, 0010, 0060 e Rocailles 15/0 190. Fatemi sapere! June 16 Candy blog Mi sono iscritta al candy blog di Parole di Latte, scadenza il 30 giugno:http://paroledilatte.blogspot.com/2009/06/blog-candy-3000-visite.html ![]() June 10 S.O.S. micini Abito vicino a una fabbrica abbandonata, in provincia di PV (oltrepo pavese). Da anni persone degenerate e cattive abbandonano gatti... alcuni sono morti sotto le auto, altri sono sopravvissuti e io cerco di portare loro del cibo, degli avanzi, perchè mi piange il cuore a vederli affamati e randagi. Purtroppo però non ho i soldi per sterilizzarli tutti, l'Enpa non lo fa gratuitamente, il comune se ne sbatte (e forse è anche meglio, perchè sapendo l'ignoranza e la stupidità del mio comune probabilmente sarebbero talmente carogne da decidere di ammazzarli). Così sono nati 4 nuovi micini... E sono stupendi, uno a macchie, due bianchi con le zampine e il musino nero... Un quarto ancora non l'ho visto bene, ma solo di sfuggita. Sono MERAVIGLIOSI, ancora non si riescono a prendere ma sono piccoli e intendo provarci per poter fare in modo che siano adottati.. Lo so, lo so,è più comodo scegliersi il micio di razza direttamente al negozio, anzichè cercare di prendere dei randagi.. Ma volete mettere non solo la loro bellezza, ma la bellezza del vostro gesto? Questi stupendi micini finiranno sotto le auto o randagi in cerca di cibo.. Io non posso economicamente dare del cibo a tutti loro, men che meno curarli.. Ho già un cane e un gatto miei, e sono dispendiosi.. Se qualcuna abita in provincia di Pavia, nel Piacentino (Castel San Giovanni e dintorni), nel Milanese (Landriano, Lardirago, Melegnano, Rozzano, etc) o comunque non troppo lontano e vuole adottare uno di questi mici si faccia avanti! Al momento non riesco a fare foto ma ci sto provando e come ne esce una decente la pubblico.. SE NON SIETE IN ZONA O INTERESSATE MA CONOSCETE QUALCUNO CHE POTREBBE ESSERLO PASSATE PAROLA.. Non voglio pensare di condannare a morte queste stupende creaturine.. June 02 SVENDO CONTERIEApril 29 Sonderkommando Ieri sera ho partecipato a un incontro organizzato dalla Scuola Media Plana di Voghera (PV) con Shlomo Venezia, autore del libro "Sonderkommando" (nella traduzione italiana, al solito, i titoli vengono modificati e questo è diventato "Sonderkommando Auschwitz"). Il libro è uscito più di un anno fa, e ricordo che ne scoprii l'esistenza quasi per caso, leggendo un breve articolo su "City", un quotidiano gratuito distribuito nelle metropolitane a Milano. L'articolo mi colpì a tal punto che andai subito in una libreria e comprai il libro, nonostante fosse appena uscito e quindi in edizione rilegata, più costosa (i prezzi dei libri sono aumentati vertiginosamente, purtroppo, quindi tendo sempre ad aspettare le edizioni economiche dei volumi che mi interessano, o attenderne l'arrivo in biblioteca). E' un libro che si legge in pochissimo tempo, frutto di un'intervista al signor Venezia di Béatrice Pasquier (in Francia il volume fu pubblicato già nel 2007). Nella traduzione italiana l'intervista viene resa sotto forma di "racconto", di discorso continuato, non inframmezzato dalle domande. Venezia ripercorre la sua storia personale, a partire dalla sua vita di giovane ebreo italiano in Grecia: gli inizi del nazifascismo, la conquista della Grecia da parte di italiani e tedeschi, i primi spostamenti, per arrivare alla deportazione. La parte più toccante del libro riguarda proprio la deportazione e la successiva "vita" (anche se dire "vita" ha un che di eccessivo e di sacrilego in questo contesto) all'interno del campo di Birkenau (Auschwitz II). Venezia venne destinato a lavorare nel cosiddetto "Sonderkommando" ("unità speciale"). I membri del sonderkommando erano "alloggiati" lontano dagli altri prigionieri e ricevevano un trattamento leggermente migliore, più cibo, più vestiti, alcolici. Tutto questo per il terribile lavoro che erano costretti a compiere, il cui centro tremendo erano le camere a gas. Il sonderkommando accoglieva i deportati appena arrivati e già smistati dalle SS, li tranquillizzava, aiutava a spogliarsi e infine accompagnava alle camere a gas. Uno dei particolari narrati da Venezia che più mi ha colpita per la sua apparente "normalità" che in quel contesto diventa atrocità e crudeltà pura, riguarda l'anticamera delle camere a gas: nell'anticamera i deportati venivano fatti spogliare e le SS raccomandavano loro di sistemare i loro oggetti personali e abiti all'interno degli armadietti. Ogni armadietto recava un numero, le SS consigliavano di tenere bene a mente il numero di armadietto, in modo poi, una volta usciti dalle docce, di poter ritrovare le proprie cose. Le SS erano ovviamente consapevoli che non c'erano docce di acqua ma di gas e che nessuno sarebbe uscito per reclamare i vestiti.. E' un particolare che ho trovato di una violenza, di una atrocità mostruosa. Dopo la gasazione, gli uomini del sonderkommando dovevano pulire la camera, spostare i corpi, rasare loro i capelli, estrarre denti d'oro e trasportarli poi al crematorio. Successivamente, disperdere le ceneri. I cadaveri di persone gasate non si comportano, fisicamente, come cadaveri di persone morte "naturalmente": emanano gas, si liquefano. Era quindi oltremodo difficile riuscire a spostare centinaia di cadaveri (all'interno delle doccie venivano uccise circa mille persone a ogni "turno"), e riuscire a compiere il lavoro con la velocità che richiedevano le SS. Non oso nemmeno immaginare quanto fosse difficile "psicologicamente" assistere quotidianamente a tutto ciò, sapere di non avere possibilità. Se gli altri prigioneri potevano forse illudersi, gli uomini dei sonderkommandos sapevano. Sapevano cosa accadeva, cosa sarebbe accaduto a tutti loro. Vedevano morire persone, a volte anche amici e conoscenti, senza poter fare nulla. Periodicamente, gli uomini del sonderkommando venivano uccisi e sostituiti: avendo visto il cuore dei campi di sterminio, camere a gas e crematori, erano pericolosi e andavano "sostituiti" frequentemente. Incredibilmente Shlomo Venezia riuscì a salvarsi, quando, nell'imminenza dell'arrivo degli alleati, i tedeschi smantellarono e lasciarono Birkenau e Auschwitz, cominciando quella che viene ricordata come Marcia della Morte. Venezia e altri del sonderkommando avrebbero dovuto essere uccisi, ma sono riusciti a confondersi tra i deportati comuni e quindi a uscire dal campo. Il libro prosegue narrando del viaggio di ritorno, della malattia diagnosticata in un campo medico americano, del progressivo e lento ritorno a qualcosa simile a una "normalità". Spesso gli uomini del sonderkommando sono stati accusati di essersi resi complici delle SS, di non aver fatto abbastanza per ribellarsi e per salvare vite. Purtroppo nulla era possibile fare, in un meccanismo così rigidamente organizzato. Anche se qualcuno si fosse rifiutato, sarebbe stato immediatamente ucciso e sostituito da altri. Come lo stesso Venezia ha spiegato, in contesti così estremi non può esserci alcuna solidarietà: rinunciare a un pezzo di pane in favore di un altro poteva significare morire di stenti, donare le proprie scarpe a chi le aveva perse significava non averle per sè e non poter avere neanche quel misero riparo. La testimonianza di Venezia è stata chiara, limpida, quasi come se fosse un "racconto". L'impressione che sottilmente si ha è questa, perchè sembra tutto così assurdo, così terribile, che la mente si rifuta di credere a quanto ascolta. Subito però ci si rende conto che non sono racconti di finzione o film horror, sono storia. Anzi, storie. Allora un vuoto incolmabile ci si apre davanti, un abisso di orrore paralizzante. Il signor Venezia per fortuna è riuscito a sopravvivere (sono stati pochissimi i membri dei sonderkommandos sopravvissuti, non vorrei aver capito male ma si parlava di cinque persone in tutto il mondo), ha trovato una compagna di vita, ha figli e nipoti. Avrei voluto chiedergli se si esce mai, per davvero, dal lager e soprattutto se si esce mai dal sonderkommando. Ma forse sarebbe stata una domanda troppo retorica per avere risposta. Link: http://it.wikipedia.org/wiki/Sonderkommando http://www.ibs.it/code/9788817028639/venezia-shlomo/sonderkommando-auschwitz.html http://www.qlibri.it/saggistica/storia-e-biografie/sonderkommando-auschwitz/ April 24 25 aprile Una mattina mi son svegliato, o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao! Una mattina mi son svegliato e ho trovato l'invasor. O partigiano, portami via, o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao! O partigiano, portami via, ché mi sento di morir. E se io muoio da partigiano, o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao! E se io muoio da partigiano, tu mi devi seppellir. E seppellire lassù in montagna, o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao! E seppellire lassù in montagna sotto l'ombra di un bel fior. E le genti che passeranno o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao! E le genti che passeranno Mi diranno «Che bel fior!» «È questo il fiore del partigiano», o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao! «È questo il fiore del partigiano morto per la libertà!» ![]() ![]() April 21 Le vittime dei conflitti dimenticati Sappiamo dimostrare grande solidarietà verso chi, vicino a noi, subisce dolori, lutti, verso chi è vittima di tragedie o sciagure. Vicino a noi, appunto. Non riusciamo mai a essere veramente solidali con chi, lontano e diverso, soffre e muore ogni giorno, subendo torture e tormenti che noi, neppure nelle tragedie, non riusciamo a immaginare. La vita è sacra, ma la nostra è più sacra di quella degli "Altri"? Dalla rubrica Tg3 Punto Donna, puntata del 21 aprile 2009: http://www.tg3.rai.it/dl/tg3/rubriche/articoli/ContentItem-c147886f-e6e8-45a2-8bd8-6fac7266b9f1.html March 28 Gira la perlina peyote Ecco il lavoro finito. Civetta mi aveva inviato delle delicas e delle rocailles, io ho aggiunto un rivoli e dei bicono e ho creato un simil crystal burst. Scusate la pessima immagine, è solo una scansione. Purtroppo il ciondolo è venuto molto brutto, ho avuto molte difficoltà con il filo. In ogni caso non lo rifarò, ho già perso 5 ore dietro a questo "coso" e non intendo perderne altre.. insomma, si è capito che il peyote non fa proprio per me! Ora dovrei passare il testimone a un'altra partecipante, ma nessuna ha accettato.. Se qualcuna vuole partecipare, si segnali per favore! ![]() March 17 Swap ricevuto! Con grande emozione vi comunico che ho già ricevuto lo swap da parte di Daniela ! Non mi aspettavo arrivasse così presto. Al mio ritorno mia nonna mi porta una grossa busta imbottita.. io comincio a pensare a chi possa essere, dal momento che non ho ordinato nulla. Apro la busta e vedo tanti profumatissimi pacchettini gialli, chiusi da nastrini e fiori. Una meraviglia! Avrei voluto fotografarli, ma non possiedo una digitale, quindi avrei dovuto aspettare.. ma come potevo resistere?!? La dolcissima Daniela mi ha inviato un fantastico album da lei "scrappato", due aromatici profumatori per armadio, il mio fiore preferito in tessuto e un tovagliolo! Sono veramente contentissima, spero di essere anche io all'altezza di cotanti lavori! Appena mi sarà possibile posterò le foto di tutto quanto... Ancora grazie! March 12 Gira la perlina Swarovski - Lavoro ultimato- Con il materiale inviatomi da Daniela, la cui descrizione è presente nel precedente intervento in questo blog, ho realizzato questo trix da borsetta, composto da quattro sfere di bicono, agganciate tramite anellino a un pezzo di catenella color argento, a maglie ovali. Il moschettone serve per appendere il trix alla borsa. Le foto sono scattate di fretta, con una macchina fotografica non mia e generosamente prestatami. Ora toccherà a Pepita! |
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